Antagonisti

Alcune regole su come creare un antagonista interessante.

  • L’antagonista è un elemento analogo al protagonista.
  • In quanto tale, l’antagonista è una persona. Non un gruppo di persone, un’istituzione, una compagnia, una gang, ma una persona, tale e quale al protagonista.
  • Come il protagonista, ha un desire e un obiettivo forti e ben definiti.
  • Il suo obiettivo è in contrasto con quello del protagonista. Sono autoescludenti: se vince uno perde l’altro.
  • Il suo obiettivo e le sue azioni sono in contrasto con la visione del mondo e i valori del protagonista.
  • Nel perseguire l’obiettivo, l’antagonista agisce direttamente contro il protagonista. Colpisce i suoi punti deboli, ostacola le sue azioni, distrugge i suoi risultati.
  • E’ estremamente abile e forte. Deve essere la più grande sfida mai affrontata dal protagonista. Il protagonista sbaraglia facilmente decine di nemici generici nel corso della storia (i minions dell’antagonista) ma lo scontro finale sarà molto più difficile, e c’è un’alta possibilità che lo perda. L’eroe deve superare un nemico pari o superiore a lui, se vuole essere credibile (v. Beowulf e il drago).
  • Non è un folle, ma la sua logica è ferrea. Anche se le sue motivazioni ci sembrano deprecabili, la sua logica e coerenza sono chiare, e questo ci permette di empatizzare. Capiamo perché vuole fare quello che fa.

Altre considerazioni sparse:

  • Va da sé che è interessante avere un antagonista non completamente malvagio e indistruttibile, ma dotato di lati positivi, debolezze, aspetti umani. Questo rende ancora più drammatica la sua posizione.
  • Più in generale, l’antagonista non è semplicemente cattivo, ma banalmente ha dei valori opposti al protagonista.
  • Non amo particolarmente gli antagonisti che sono tali per una questione personale nei confronti del protagonista. Questo toglie universalità alla storia. Ad es. l’antagonista di Dexter, stag. 1, che ce l’ha personalmente con lui. Questo naturalmente non vale per le storie che si basano su motivazioni personali, come Kill Bill o Old Boy.
  • L’antagonista alza la posta in gioco, e detta il ritmo delle azioni del protagonista.
  • Se è un’oscura presenza, invisibile e innominabile, agisce per mezzo di proxy, servitori, manifestazioni.