Appunti sui Personaggi

  • Un Personaggio può essere di due tipi: Evolutivo o Stereotipo
  • Un Personaggio Evolutivo è un personaggio che cambia nel corso della storia, o è modificato dagli eventi della storia.
  • Un Personaggio Stereotipo è un personaggio che non cambia, è caratterizzato da tratti fissi, e alla fine di ogni storia ritorna com’era all’inizio.
  • Ne consegue che il P. Evolutivo è adatto alle storie one-shot, autoconclusive, mentre il P. Stereotipo è adatto alla serialità.
  • (Nota: il termine “graphic novel” accoglie perfettamente il tipo Evolutivo: il “romanzo” per definizione è incentrato sull’arco di evoluzione di un personaggio).
  • (Nota 2: la mini-serie è un formato ideale per una forma ibrida, in cui un personaggio tratteggiato molto fortemente ha comunque un percorso evolutivo interessante)

Approfondiamo ora il Personaggio Stereotipo, che in genere è il tipo che troviamo nelle serie di fumetti popolari, tipo Tex, Dylan Dog, Batman, ecc.

  • Il P. Stereotipo è dotato di caratteri fissi, netti, esemplari:
    • nella psicologia: le sue idee, le sue motivazioni
    • nel comportamento: le sue azioni e reazioni, il suo linguaggio, le sue catchphrase
    • nell’aspetto: il look e l’abbigliamento: anche quando un P. non è un supereroe, ha comunque una sorta di divisa: Paperino e Dylan Dog sono vestiti sempre allo stesso modo – indipendentemente dalla verosimiglianza, peraltro
    • negli aspetti fisiologici: non invecchia, non fa figli, non si ammala (a meno che la malattia non sia l’occasionale spunto di una storia, nel qual caso il P. guarisce alla fine dell’episodio)
  • Questi tratti fissi sono ciò che genera affezione nel lettore, aiutano a costruire sia l’immedesimazione sia la familiarità
  • Questi tratti fissi cozzano con la verosimiglianza, e sono meta-giustificati come peculiarità del personaggio, che spesso le ammette con ironia.
  • La struttura chiusa permette strutture narrative aperte: mantenendo fisso il tipo, possiamo ripetere infinite variazioni, infiniti episodi.
  • Viceversa, la conseguenza negativa è che il P. diventi, presto o tardi, noioso, prevedibile, o che esaurisca il suo potenziale (ad es. le nevrosi di Sheldon Cooper alla lunga smettono di essere divertenti)
  • I tentativi di rinnovare o alterare i tratti fissi del P. spesso restano fuori dal canone o dalla continuity (ad es. Batman in Il ritorno del cavaliere oscuro)
  • Il personaggio seriale si evolve nel contesto culturale e di mercato: alcune modifiche diventano necessarie e vanno giustificate (ad es. Paperino non può più picchiare i nipotini, Topolino non è più un poliziotto ma un reporter)
  • Come notato sopra, la forma della miniserie permette di evitare il pericolo della noia, della ripetitività, della banalizzazione o del “salto dello squalo” pur mantenendo un personaggio seriale identificabile.