Protagonista passivo

La regola aurea della narrazione è che i protagonisti siano attivi, che conducano l’azione, portino avanti la trama. Gli snodi sono indotti o causati da loro, e riguardano il loro stato. La risoluzione deve spettare a loro.

Però il protagonista, per definizione, è passivo. Lui vive nella sua tranquillità, nella sua routine, fedele al suo fatal flaw. E’ solo un accidente esterno, l’evento scatenante, che lo trascina in un mondo altro. Da cui lui lotta con tutte le sue forze per uscire.

Il motore dell’azione è una costrizione che si oppone al personaggio, è un conflitto. La reazione più naturale è il rifiuto/diniego, o l’evasione. E’ solo grazie alla sofferenza che il personaggio ne esce e trionfa.

Ma il vero motore della storia è esterno, per definizione è un incidente. Non è mai nel personaggio. Anche se questi ha una forte volontà e va alla ricerca di un obiettivo, la storia non nasce con la sua volontà, ma nasce quando si presenta il primo ostacolo, a cui appunto il personaggio reagisce.